Endangered Languages, che letteralmente significa “Lingue in pericolo”, è il nome del progetto con il quale Google vuole contribuire nel preservare moltissime lingue ed idiomi che sono a rischio di estinzione.

Sul nostro pianeta si parlano migliaia di lingue, ma ve ne sono quasi 6000 (fonte Unesco) parlate da pochissime persone e che quindi corrono il pericolo di sparire. Ecco le motivazioni dietro questo progetto.

Il progetto

Alla base di tutto vi è il sito web di Endangered Languages, creato in collaborazione con Alliance for Linguistic Diversity per fornire un supporto di facile accesso per segnalare ed aggiungere informazioni su lingue in pericolo e per condividere consigli sul miglior modo per preservare determinati idiomi.

La gestione del sito è a cura del First Peoples’ Cultural Council e dell’Institute for Language Information and Technology dell’Università di Eastern Michigan.

Il suo scopo è quello di raccogliere contenuti, manoscritti, video con estratti audio e conversazioni in lingua originale, così da arginare la loro scomparsa e cercare di diffonderle maggiormente nel background di appartenenza. Attualmente sono in fase di raccolta informazioni ed altro su 3054 lingue, classificate in base al loro livello di rischio: ve ne sono anche 8 italiane nella lista.

Il sito dispone di una semplice interfaccia attraverso la quale, premendo sulla mappa (oppure premendo sul tasto “Start exploring“) ed ingrandendo le zone di interesse, si possono osservare subito le collocazioni territoriali delle lingue ed in base ai colori con cui sono rappresentate si può comprendere il loro grado di rischio.

Aprendo la pagina relativa ad una lingua, si possono trovare informazioni, video oppure aggiungere nuove fonti, consigli o altro per aiutare il progetto.

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