Vi abbiamo parlato circa 2 settimane fa della denuncia esporta da Yahoo nei confronti di Facebook: le accuse mosse da Yahoo riguardavano la violazione di 10 brevetti da parte del social network di Mark Zuckerberg.

Forse Yahoo sperava che Facebook reagisse in altro modo (qualche anno fa, in una situazione analoga, Google aveva preferito pagare per mettere a tacere le acque), ma il popolare social network invece ha risposto picche e rispedito tutto al mittente, sporgendo una controdenuncia ed accusando Yahoo di aver violato lo stesso numero di brevetti, ossia 10.

In un suo tweet Florian Mueller ha messo bene in chiaro il concetto dicendo che “se Yahoo pensava che Facebook fosse un bersaglio facile per la sua imminente IPO, doversi difendere dall’accusa di avere violato 10 brevetti dovrebbe fargli capire di avere sbagliato obiettivo”.

Di fronte a tali circostanze, Yahoo dovrà decidere bene cosa fare; l’azienda è già in un periodo difficoltoso dal punto di vista economico (nel prossimo mese sono previsti 2000 licenziamenti) ed ora deve difendersi anche da accuse pesanti.

Forse Yahoo voleva soldi facili da Facebook ed ora invece sarà costretta ad attendere il verdetto del giudice per sapere chi ha ragione.